Il rifugio

Il rifugio Giorgio Dal Piaz, a quota 1993 m, è situato all’interno del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi sulle Vette Feltrine, e si trova lungo l’Alta Via 2 delle Dolomiti, conosciuta come l’Alta Via delle Leggende. Per chi la percorre partendo da Feltre, rappresenta la prima possibilità di dormire in quota e assaggiare il profumo della montagna, mentre per chi la percorre in senso inverso costituisce il punto di partenza dell’ultima tappa, quella che porta a Pedavena-Feltre, con sosta quasi d’obbligo presso la più grande birreria d’Italia.
 
La struttura si trova nei pressi della Busa delle Vette, un ampio circo glaciale conosciuto anche come la “Busa delle Meraviglie” per la presenza di alcune rarità botaniche come l’Alisso dell’Obir e la Speronella alpina. Lo stesso gruppo montuoso in cui si trova il rifugio, le Vette Feltrine, presenta una grande ricchezza di specie floreali il cui picco di fioritura si verifica normalmente tra giugno e luglio e dà luogo ad uno spettacolo meraviglioso. 
 

La storia

L’idea di costruire un rifugio sui monti feltrini fu dello stesso professor Giorgio Dal Piaz, che in una data incerta degli anni ’30 del ‘900 donò a un imprenditore birraio locale un’importante somma di denaro come primo contributo a suggello del progetto.
 
All’inizio del 1962 il Consiglio Direttivo della CAI di Feltre decise di celebrare il 40° anniversario della fondazione della Sezione con un’opera che restasse a testimoniare i quarant’anni di attività. Quando il presidente dell’epoca, alla ricerca di fondi, si recò dall’imprenditore suddetto, oramai gravemente ammalato, ricevette un importante e fondamentale contributo purché il rifugio fosse dedicato al novantenne Giorgio Dal Piaz. 
 
L’8 marzo 1962 il Presidente della Sezione, Walter Bodo, riuniva sei past-president e altri fedeli collaboratori per annunciare ufficialmente il progetto di costruzione di un rifugio sulle Vette Feltrine intitolato a Giorgio Dal Piaz. L’inaugurazione dell’opera avvenne il 22 settembre 1963, esattamente diciassette mesi dopo la morte del professore.

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